Informazioni
Ricostruiamo memoria, restituiamo identità
RELUCE Lab nasce dall’incontro tra competenze artistiche e archivistiche per ridare vita alle fotografie danneggiate, custodire le storie familiari e trasformare ogni immagine in un ponte tra passato e futuro condiviso.

Il massimo della qualità per le vostre opere d’arte
Il nostro Laboratorio opera secondo i più elevati standard di produzione del materiale fotografico digitale, in conformità con le Linee Guida del Ministero della Cultura per la digitalizzazione del patrimonio culturale (MiC, 2022), che prevedono requisiti stringenti in termini di risoluzione, fedeltà cromatica, stabilità dell’illuminazione, gestione del colore e tracciabilità del workflow.
Per garantire la massima tutela delle opere, offriamo servizi di digitalizzazione “on site”, direttamente nei luoghi di conservazione. Questa modalità riduce i rischi legati al trasporto, preserva l’integrità dei materiali più fragili e consente un abbattimento dei costi logistici e dell’impatto ambientale.
Per l’acquisizione utilizziamo fotocamere full-frame Nikon Z9, dotate di sensore CMOS stacked FX da 45,7 MP (8256 × 5504 px) con architettura retroilluminata e lettura ultra‑rapida, abbinato al processore EXPEED 7. L’acquisizione avviene tramite tethering per garantire controllo remoto, verifica immediata dei file e stabilità del flusso di lavoro.
La gamma ISO nativa 64–25.600 (espandibile a 32–102.400) è supportata da algoritmi avanzati di riduzione del rumore, compensazione del flicker e gestione intelligente dell’esposizione. La Z9 introduce inoltre il formato RAW High-Efficiency (HE e HE★), che conserva il dettaglio dei RAW a 14 bit non compressi riducendo il peso del file fino a un terzo, ottimizzando archiviazione e trasferimenti senza perdita qualitativa.
Il nostro corredo ottico e illuminotecnico consente di adattare la configurazione alle esigenze specifiche di ogni opera, dalle microfotografie ai grandi formati, garantendo geometria corretta, nitidezza uniforme e assenza di distorsioni:
- NIKKOR Z Macro 105mm f/2.8 VR S (rapporto 1:1, distorsione minima, ideale per riproduzioni)
- NIKKOR Z 50mm f/1.2 S
- NIKKOR Z 50mm f/1.8 S
- NIKKOR Z 85mm f/1.8 S
- NIKKOR Z 24mm f/1.8 S
- NIKKOR Z 14–24mm f/2.8 S
- NIKKOR Z 24–70mm f/2.8 S
- NIKKOR Z 70–200mm f/2.8 S
- Luci LED continue Godox FV200 a 5600K con CRI/TLCI elevato e diffusori per illuminazione uniforme
- Mini studio Godox LST80 per la digitalizzazione di fotografie di piccolo formato
La fase di post‑produzione viene eseguita su monitor professionali BenQ SW271C 27” 4K, color grading e restauro colore con Calibrite Display PRO, Color Checkr di X-Rite e Datacolor Spyder Checkr per garantire coerenza cromatica lungo tutto il workflow. L’elaborazione è supportata da workstation dotate di schede grafiche Nvidia Quadro FX 4600, ottimizzate per applicazioni fotografiche e gestione di file ad alta risoluzione.
AI e competenza umana
Tecnologia avanzata guidata dall’esperienza.
Nel nostro workflow adottiamo sistemi di restauro digitale assistiti da intelligenza artificiale basati su reti neurali convoluzionali e modelli di deep learning addestrati su dataset ad alta variabilità. Questi strumenti consentono interventi mirati di denoising avanzato, deblur, stabilizzazione fotogramma‑per‑fotogramma, ricostruzione predittiva dei dettagli e upscaling ad alta fedeltà tramite algoritmi di super‑resolution (SRGAN, ESRGAN e modelli proprietari ottimizzati).
Le tecnologie AI vengono integrate in un flusso controllato che include:
- analisi preliminare dell‘immagine (incluso rilevamento artefatti e mappatura del rumore);
- applicazione selettiva dei modelli in base alla natura del degrado (compressione, motion blur, banding, perdita di dettaglio fine);
- confronto tra versioni multiple per selezionare l’output più coerente con la struttura originale dell’immagine e le aspettative del cliente;
- verifica cromatica e tonale tramite profili ICC e reference chart.
Ogni fase è supervisionata da professionisti che garantiscono:
- accuratezza tecnica e assenza di artefatti introdotti dall’AI;
- coerenza visiva con le caratteristiche storiche e materiche del documento;
- rispetto filologico del materiale originale, evitando interpretazioni arbitrarie, ricostruzioni invasive o alterazioni non documentabili.
L’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma è la competenza umana a definire i limiti, le scelte e la qualità finale del restauro.
