L’idea del Progetto RELUCE prende vita da una fotografia di famiglia, scolorita dal tempo e segnata da graffi sottili come rughe della memoria, di cui nessuno ricordava più la storia.
Eppure, proprio in quell’immagine sospesa, riaffiorano le radici di un’intera stirpe: volti di bambini che il tempo ha trasformato in nonni, vite che si sono intrecciate e poi disperse tra il Veneto e il Piemonte, fino a dissolversi nel silenzio degli anni. Da quell’oblio nasce un desiderio: riportare alla luce frammenti di esistenze dimenticate, ridare voce a ciò che sembrava perduto, e trasformare una semplice fotografia in un racconto vivo, capace di collegare passato e presente con una nuova, intensa luce.

RELUCE Lab nasce da qui: un laboratorio di servizi integrati, dove tecnica e sensibilità ricostruiscono immagini e identità. Per noi il restauro è un atto di cura, non estetica: un modo per far tornare a parlare ciò che rischia di scomparire.
RELUCE è questo
Un luogo dove la tecnica incontra la memoria.
Dove il restauro diventa racconto.
Dove le storie tornano a vivere.

Gian Luca Galli – Fotografo
Sono un operatore umanitario e fotografo con formazione artistica a Brera. Dopo oltre venticinque anni tra crisi, comunità vulnerabili e archivi fragili, ho imparato che la memoria è dignità.
Cosa porto
- Esperienza umanitaria: rispetto, ascolto, attenzione alle storie.
- Competenze tecniche: fotografia in alta risoluzione, restauro avanzato, digitalizzazione, color correction.
- Sguardo narrativo: ogni immagine è un racconto.
- Etica: interventi discreti e rispettosi.
Perché lo faccio
Perché ridare vita a una fotografia significa ridare voce a una storia.
Perché le immagini sono legami da custodire con dignità.
Tatiana Biadene – Project Manager
Sono una professionista con oltre vent’anni di esperienza nel settore della gestione finanziaria e delle operazioni in progetti di aiuto umanitario. Viaggiando e lavorando in molti Paesi ho capito che l’identità degli individui e delle comunità vive nelle storie che resistono al tempo.
Cosa porto
- Attenzione al racconto: do voce alle immagini, ricompongo contesti, storie e legami familiari a partire da archivi personali e fondi fotografici.
- Esperienza nella preparazione, gestione e rendicontazione di progetti finanziati da donatori pubblici e privati.
Perché lo faccio
Perché la memoria visiva è un patrimonio fragile: richiede cura, metodo e strumenti adeguati per essere preservata.
Perché ogni immagine contiene una storia che può ancora parlare, se qualcuno la aiuta a emergere.
